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L’Applied Behavior Analysis (ABA) è l’applicazione dei principi dell’analisi del comportamento e delle procedure e tecnologia da essi derivate, per la soluzione di problemi di rilevanza sociale.
Le “Linea guida 21 per Il trattamento dei Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) nei bambini e negli adolescenti” consigliano l’utilizzo delle procedure derivate dall’ABA per il trattamento di dette condizioni, alla luce dei numerosi studi che ne sostengono l’efficacia nel migliorare le abilità intellettive, il linguaggio, i comportamenti adattivi ed, in generale, la qualità della vita in bambini con ASD (e non solo!).

Purtroppo, però, nonostante le numerose evidenze scientifiche a supporto della metodologia, ad oggi, alcuni professionisti del panorama italiano, lontani da tale orientamento, sconsigliano di utilizzare questo metodo con i bambini piccoli perché “troppo duro” o perché “l’ABA non è adatta a quel bambino”; lo scopo del presente articolo è quello di confutare tali affermazioni.
Chi definisce l’ABA “troppo dura”, si riferisce al “lavoro a tavolino” che spesso facciamo con i nostri bimbi per lavorare sullo sviluppo cognitivo e per abituarli alle situazioni scolastiche, in cui viene loro richiesto di stare seduti per tanto tempo, ma l’ABA non è solo “lavoro a tavolino”: chi fa quest’osservazione dimentica, o non sa, che per essere efficace un intervento comportamentale, certamente sarà fatto “del lavoro a tavolino” ma, al contempo, verranno create varie opportunità di apprendimento nell’ambiente naturale del bambino, in situazioni di gioco da solo e con i pari, a casa con i genitori , nonni e fratellini e così, persino preparare i biscotti diventerà un’attività in cui il bambino sarà in grado di apprendere nuove abilità che lo aiuteranno a ridurre la distanza che lo separa dai pari normotipici.

Inoltre, gli interventi di stampo ABA si basano sulle preferenze e motivazioni dei bambini stessi, quindi se implementata nel modo corretto, non vi è ragione alcuna per cui possa definirsi “adatta per un bambino e non adatta per un altro”. Ogni bambino è diverso dagli altri, le sue preferenze saranno diverse da quelle degli altri e con il tempo si sostituiranno. Un gioco, un cibo o un’attività che oggi possono essere utilizzati come “rinforzatori” (premi che i bambini ottengono al seguito dell’emissione di un comportamento desiderato e che, per il principio del rinforzo, ne aumentano la probabilità di comparsa futura) oggi, potrebbero non esserlo tra un mese o addirittura il giorno dopo. È proprio per essere sempre sicuri di seguire le preferenze e motivazioni dei bambini che costantemente vengono effettuate delle “valutazioni delle preferenze” per individuare nuovi rinforzatori.

Quindi, quando vi affidate ad un professionista diffidate delle sue affermazioni e critiche sull’ABA, in quanto per il 99% delle volte risultano essere delle semplici opinioni personali, lontane anni luce dalle evidenze scientifiche più recenti.